Tempo per la lettura: 2 minuti
DOC: oltre gli stereotipi, la realtà clinica
Problem with Perfectionism. Woman suffers from Obsessive Compulsive Disorder, OCD.

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è uno dei disturbi psichiatrici più fraintesi e banalizzati.

Nel linguaggio comune viene spesso descritto come una semplice “mania” per l’ordine, la pulizia o la precisione, ma questa rappresentazione è riduttiva e fuorviante.

Il DOC non è una questione di carattere né una bizzarria comportamentale: è un disturbo psichiatrico complesso, che può avere un impatto significativo sulla qualità di vita.

Dal punto di vista clinico, il DOC è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le ossessioni sono pensieri, immagini o impulsi intrusivi, ricorrenti e indesiderati, che generano ansia, paura o disgusto. Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o atti mentali messi in atto per ridurre il disagio o prevenire un evento temuto. Chi soffre di DOC, nella maggior parte dei casi, è consapevole dell’irrazionalità di questi contenuti, ma non riesce a interromperli volontariamente.

Uno dei pregiudizi più diffusi è l’idea che “basterebbe smettere di pensarci”. In realtà, il tentativo di controllare o sopprimere le ossessioni tende a rafforzarle. Le compulsioni, pur offrendo un sollievo temporaneo, mantengono il circolo vizioso del disturbo. Questo meccanismo spiega perché il DOC, se non trattato adeguatamente, possa diventare cronico e progressivamente più invalidante.

Un altro aspetto spesso trascurato è che il DOC non è sempre visibile. Non tutte le compulsioni sono comportamentali. In molti casi assumono la forma di rituali mentali: ripetizioni silenziose, controlli cognitivi, conteggi, neutralizzazioni interne. Di conseguenza, il disagio può rimanere nascosto per anni, favorendo ritardi diagnostici e un senso di isolamento nella persona che ne soffre.

Dal punto di vista epidemiologico, il DOC ha una prevalenza stimata tra l’1 e il 2% della popolazione generale. L’esordio è frequente in adolescenza o nella prima età adulta, ma non sono rari casi a insorgenza più precoce.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il DOC rientra tra i disturbi che maggiormente possono determinare una marcata compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e relazionale.

La buona notizia è che il Disturbo Ossessivo-Compulsivo può essere trattato efficacemente. Le linee guida internazionali indicano come trattamenti di prima scelta la psicoterapia cognitivo-comportamentale, in particolare l’esposizione con prevenzione della risposta, e la terapia farmacologica con antidepressivi serotoninergici, spesso in combinazione. L’intervento precoce migliora significativamente la prognosi.

Parlare di DOC in modo accurato non è solo un esercizio di divulgazione scientifica. Significa ridurre lo stigma, favorire il riconoscimento dei sintomi e facilitare l’accesso alle cure. In psichiatria, informare correttamente è già una forma di prevenzione.

Potrebbe interessarti